Money management: meglio avere paura che perdere i soldi

Money Management
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Aveva ragione il grande talento politico e letterario, Benjamin Disraeli: “Nutri la tua mente con grandi pensieri. Credere nella dimensione eroica, crea eroi”.
In Italia, se pronunci anche solo all’orecchio del tuo amico più vicino il sostantivo “eroe”, ti becchi come minimo una denuncia e magari ti fai un paio di mesi in galera. Ma Disraeli, inglese di antica schiatta ebraica, che pur conosceva l’Italia, non si è mai curato di ciò e forse per questo è diventato…Disraeli, “quel” Benjamin Disraeli.
Ma, attenzione, anche a lui è toccato fare la gavetta e non poca. Vale nella vita, nella politica, che Disraeli amava come l’unica amante da non tradire mai, e vale anche… indovinate in quale altro ambito?
Sì, certo, va da sé, ormai è chiaro a chi abbia seguito le prime tracce di questo percorso: vale nel trading. Perché anche nel trading di gavetta se ne deve fare tanta. La gente pensa agli schemi “diventa-ricco-subito-e-fottitene-di-tutto-il-resto”, ma non funziona così.
Anzi, questa è la porta della casamatta chiamata disfatta. Se perfino il leggendario e fin troppo citato, spesso a sproposito, a dire il vero, Warren Buffett, per diventare ricco ha dovuto soffiare su sessanta candeline, non è che noi possiamo fare meglio senza sapere di più e meglio di lui l’essenziale.
Qualcuno ricorderà, immagino, il film “Un sacco bello” di Carlo Verdone, quella scena in cui il padre viscerale e tosto rimprovera il prete che non sa nemmeno l’abc del catechismo: “Arfio, manco le basi del mestiere tuo te ricordi”.

L’importanza dell’ autocontrollo quando si fa trading

La semplicità popolare è il genio interiore che non dobbiamo mai trascurare: le basi del mestiere. Il trading è un mestiere, serio e appassionante, che richiede studio, applicazione e autocontrollo. Il controllo è tutto, a cominciare da ciò che ti può farti sentire un eroe o un fallito: i soldi.
Si chiama Money Management e va scritto con le lettere maiuscole, perché è uno strumento maiuscolo, indispensabile. Nella vita, prima di fare il bene, dobbiamo evitare di combinarne troppe, cioè di fare il male, e qui vale la stessa regola: prima di guadagnare devi pensare a non perdere.
Sempre Buffett e la sua saggezza: “Prima regola: non perdere soldi. Seconda regola: ricorda la prima regola”. Tutto qua. Tradotto nel vernacolo popolare: meglio avere paura che buscarne.
Ecco perché non ci si avvicina al trading con la bava alla bocca per i soldi, e solo per essi; con le tasche bucate e pieni di debiti; con la voglia di guadagnare facile e magari dimostrare al cognato o al suocero di aver trovato il lavoro salva-vita.

Non investire mai troppi soldi nel trading

Questi infantilismi di maniera conducono dritti al baratro, matematico. Devi aprire un conto con quei soldi che puoi utilizzare e perdere senza perdere neanche un nanosecondo del tuo sonno notturno.
Devi aprire un account gestibile anche psicologicamente, usa i soldi come leva della tua adrenalina, non come potenziale guerra al tuo assetto emotivo, che deve rimanere stabile e saldo in ogni istante che fai trading.
E, last but not least, occupati di percentuali: non investire mai oltre il 5% del tuo capitale, ma quando dico il 5%, mi allargo, in realtà il manuale del trader coraggioso e prudente dice: 2%, con quasi matematica stabilità.
Così poco? – Domanda il trader prossimo al lutto finanziario. Sì, così poco per durare tanto, perché la prima regola del successo nella vita non è arrivare, ma durare.
E ora non dire di non essere stato avvisato, perché questo è un vero warning. Qui il cartellino rosso è di quel rosso nuovo stile che si chiama…finanziario.

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