Lo spread nel Forex: cos’è e come calcolarlo

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Nel Forex, lo spread indica la differenza tra il prezzo di vendita (Bid) e quello d’acquisto (Ask) di una coppia di valute. Per esempio, se la quotazione EUR/USD è pari a 1,3100/1,3105, allora lo spread è pari a 5 pip, ossia alla differenza tra 1,3100 e 1,3105.
Il pip è l’unità di misura adottata nel Forex che indica il più piccolo valore rappresentabile. Dal punto di vista monetario, il pip rappresenta il quarto numero decimale che va a definire quanto vale una moneta rispetto a un’altra.
In valore assoluto, lo spread è un indicatore fondamentale di valutazione sia del rischio finanziario connesso a un investimento che dell’affidabilità (rating) di una società emittente, nonché della capacità monetaria di uno Stato: nel Forex, esso rappresenta il costo di un’operazione di cross valutario.
I broker, ossia gli operatori autorizzati ad intervenire nel Forex, determinano lo spread in base alle quotazioni reali delle valute e all’ammontare di scambi dagli stessi gestiti.

Le commissioni dei Broker

Ecco perché si dice che ogni broker ha un suo spread. Questo non è del tutto vero, perché parte di tale differenza buy-sell viene definita da un parametro reale e oggettivo che è la quotazione del bene.
Tuttavia, il costo complessivo della transazione e, in particolare, l’ammontare dello spread comprende anche un importo determinato dai singoli broker e rappresentato dalle commissioni applicate per l’esecuzione dell’operazione di scambio valutario.
Dette commissioni, determinate quindi soggettivamente da ogni broker, si calcolano come percentuale dello spread.
La scelta del broker al quale affidarsi è quindi strettamente connessa allo spread complessivo dallo stesso applicato sulle transazioni nel Forex.

Come scegliere un broker in base alle commissioni

Se si intende operare in modo veloce, magari facendo day trading o scalping forex (operazioni speculative con apertura e chiusura di uno scambio in un brevissimo ambito temporale), allora è necessario cercare il minor spread possibile.
Viceversa, se si intende agire nel lungo periodo, lo spread può non essere una variabile decisiva da considerare nella scelta del broker, in quanto lo stesso viene assorbito dal risultato finale dello scambio.
Per determinare il valore dello spread, non resta altro che leggere attentamente le condizioni applicate dai singoli operatori del Forex al momento dell’apertura della transazione.
Vi possono essere spread fissi o variabili, nonché spread a zero ma maggiorati di una commissione variabile in base ai volumi degli scambi. Di norma, la variabilità dello spread tra un broker e l’altro può oscillare tra 2 a 10 pips.

Esempio pratico di spread sulla coppia EUR/USD

Vediamo un esempio numerico in tempo reale. Considerata la coppia valutaria EUR/USD, al momento in cui si scrive il prezzo Bid è di 1,11566 mentre quello Ask è di 1,11548: ne deriva che lo spread, nella piattaforma che stiamo consultando, è di 1,8 pips.
Ma il broker in questione, nelle condizioni di trading, ha specificato che lo spread applicato è sempre fisso, con variazioni che dipendono unicamente dalla fascia oraria (con riferimento all’ora inglese) in cui si intende intervenire nel Forex: 1,6 pips, per gli scambi che avvengono di giorno (dalle 8 alle 20); 1,9 pips per quelli notturni (dalle 20 alle 8 del giorno seguente); 2,5 pips per le operazioni concluse in chiusura (dalle 22:15 alle 23:50); 2,7 pips in condizioni di mercato anormali, così come definite nell’informativa che viene fatta firmare al cliente.

Il costo effettivo della transazione

Da ciò deriva che, alla conclusione della transazione (momento di applicazione dello spread e di definizione del costo dell’operazione), ci potrà essere un differenziale positivo o negativo di spread fisso rispetto alla quotazione in tempo reale, cosa che determina il costo effettivo dello scambio.
Margini di guadagno e di rischio sono connessi anche ad altri indicatori, come il rapporto di leva applicata dal broker e il livello limite (c.d. ”limite e stop”) della quotazione delle valute, che viene definito sempre dall’operatore e rappresenta il momento in cui si concludono automaticamente gli scambi della coppia valutaria prescelta.

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