Le Opzioni Binarie sono in crisi? I broker che chiudono

Opzioni Binarie crisi

Le Opzioni Binarie si stanno sempre più affermando tra i traders, coinvolgendo anche coloro che non hanno trovato una buona sintonia con le altre tipologie di trading. Il problema è vedere se veramente siano adatte a tutti e, soprattutto, scontrarsi con il problema sicurezza nonostante si collochino fra gli strumenti più semplici sui quali investire.
Come se non bastasse, anche per le Opzioni Binarie iniziano a farsi sentire periodi difficili caratterizzati dalla chiusura di vari broker. Di recente la società Safecap Investments Limited ha chiuso il suo broker TopOption, punto di riferimento importante sulle Opzioni Binarie.

Le Opzioni Binarie sono in crisi?

Safecap, con sede a Cipro, è anche in possesso della licenza in Sudafrica. Ha deciso di chiudere tutte le operazioni e di uscire definitivamente dal mercato. I clienti di TopOption sono stati avvisati con un messaggio e-mail per il ritiro dei loro capitali.
La società ha deciso di dedicare tutte le proprie risorse al broker forex Markets.com. Si profila quindi un’altra decisione importante, dopo la chiusura di altri brand dello stesso settore, come 24Winner e Option Time.
In generale le scelte più rischiose con le Opzioni Binarie tendono a rendere di più, come ad esempio le double touch, con guadagni che possono arrivare anche fino al 500%. Per le Opzioni Binarie più standard si rimane fra il 75% e il 95%, anche in base ai vari broker scelti.

Il servizio delle Iene

A tutto ciò si aggiunge il fatto che molti ritengano le Opzioni Binarie una vera e propria truffa. Anche la trasmissione televisiva Le Iene ha dedicato, mesi fa, un servizio su quelli che sembrano essere a tutti gli effetti guadagni facili online.
Nel 2015 tramite un’inchiesta di Matteo Viviani hanno spiegato che il problema è costituito da società che promettono il 40% di rendimento. Spesso le società stesse non avviserebbero nemmeno della possibilità di perdita (che è invece del 100%). Le opzioni di vincita non sarebbero garantite e si arriverebbe soltanto ad un guadagno massimo dell’80% di quantoscommesso.

Promesse di guadagni facili

Nel servizio delle Iene due ragazzi sono stati contattati da una società che offriva ai clienti un conto autogestito con un guadagno promesso del 20-30% al mese. Inizialmente i due giovani sono cascati nella “trappola”.
La sede legale della società, secondo la Camera di Commercio inglese, risultava in una villetta della periferia della città di Londra. Nonostante i due ragazzi abbiano cercato di contattarla di persona, nessuno si presentava all’appuntamento.
Le Iene avevano poi spiegato che tutti i clienti contattati avevano perso i soldi investiti. Era stato poi intervistato un ragazzo che aveva lavorato per questa fantomatica società in Israele; lui stesso aveva spiegato il meccanismo poco lecito per attirare utenti.

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