Introduzione alla analisi tecnica nel Forex

Il mercato Forex muove capitali immensi ogni giorno, parliamo di trilioni di dollari messi sul piatto dai grandi fondi d’investimento, banche centrali e in piccolissima parte anche dai traders privati, che non hanno la fortuna di accedere alle indiscrezioni del mondo finanziario.
I grandi operatori si affidano generalmente all’analisi fondamentale, la valutazione dei prezzi in base a quello che potrebbe succedere nel prossimo futuro. Facciamo un esempio per chiarire; supponiamo che l’eurodollaro si trovi in una situazione di stallo. Alla vigilia di un grande evento macroeconomico (market mover), come ad esempio una conferenza stampa di Mario Draghi, potrebbe girare la voce di un cambio della politica monetaria da parte della BCE, con l’abbassamento dei tassi d’interesse. Ovviamente la situazione non sarebbe favorevole per il rendimento della moneta unica, spingendo gli investitori a spostare i propri capitali su valute più remunerative.
In questo contesto i veri affari si fanno prima che la notizia sia resa pubblica, perché una volta esaurito l’effetto emotivo sul cambio, il mercato, con i suoi tempi, riprenderà il naturale corso tecnico. Come si dice in questi casi, “buy the rumors and sell the news”.
Non voglio dire che l’ analisi fondamentale sia una sorta d’inganno che toglie possibilità di profitto a chi fa trading studiando i grafici. Ci sono moltissimi analisti che fanno le loro analisi e condividono con il resto del mercato i risultati ottenuti, magari qualcuno potrebbe essere interessato anche essere interessato a tradare seguendo questa metodologia.

Il trader retail si affida all’analisi tecnica

Il piccolo trader, al di la di quello che può leggere sui grandi portali specializzati nel settore, come ad esempio Investing, tanto per citarne uno, non ha accesso a queste informazioni e deve dirottare le sue strategie verso altri presupposti, principalmente l’analisi tecnica.
Attraverso lo studio del grafico, si possono elaborare delle strategie, ma non delle previsioni, basandosi su due corollari:

  • il mercato si muove a cicli
  • la storia si ripete

I prezzi sono determinati da un delicato equilibrio tra due forze in contrasto tra loro: compratori e venditori. Se vediamo la quotazione salire, in questa fase stanno prevalendo i tori (compratori), se invece siamo in una fase ribassista, ad avere la meglio sono gli orsi (venditori).
Se una delle due forze prevale per un periodo rilevante, il prezzo ci mostra una direzionalità ben definita, che d’ora in poi chiameremo trend. Un occhio esperto riesce a identificarlo senza l’ausilio di alcun indicatore, ma ci si può aiutare tracciando delle linee che seguano il prezzo. In presenza di minimi crescenti siamo di fronte a un trend rialzista, al contrario, massimi decrescenti sono la chiave per identificare un trend ribassista.

Trend rialzista
Trend rialzista
Trend ribassista
Trend ribassista

Analisi del grafico a candele

Le immagini che abbiamo appena visto sono le rappresentazioni grafiche di due coppie valutarie, GBP/JPY e NZD/USD, e andando di più nel tecnico, sono due grafici a candele. Ogni candela rappresenta il movimento della quotazione in un singolo elemento temporale, con riferimento al timeframe di osservazione. Calma, ora mi spiego… Quando osserviamo una quotazione, possiamo impostare l’intervallo temporale di riferimento (10 minuti, orario, giornaliero, settimanale, etc). Nei due esempi siamo sul grafico daily e ogni candela rappresenta un’intera giornata di trading. Possiamo notare delle candele rosse e delle candele blu, adesso capiremo la differenza. La candela è composta da quattro elementi:

  1. Prezzo di apertura
  2. Prezzo di chiusura
  3. Quotazione massima
  4. Quotazione minima

Il colore è determinato in relazione al prezzo di chiusura della candela precedente: se il prezzo chiude con una quotazione maggiore, allora sarà rappresentata con il blu (in alcune piattaforme con il verde), mentre in caso di una chiusura ribassista, la candela sarà rossa.
I prezzi di apertura e chiusura sono invertiti a seconda della tipologia della candela; in quella ribassista il prezzo di apertura è rappresentato dalla parte alta del corpo, mentre quello di chiusura lo troviamo nell’apice inferiore. Discorso speculare per la candela blu (chiusura in alto e apertura in basso).
Attenzione, stiamo parlando del corpo delle candele, senza tenere conto di quelle linee verticali che le vanno ad estendere, chiamate ombre, che invece rappresentano le quotazioni minime e massime raggiunte dal prezzo.

Livelli chiave – I supporti e le resistenze

I prezzi non sono tutti uguali, ci sono delle aree particolarmente importanti e molto sentite dal mercato, sempre in relazione a quanto successo nel passato. Abbiamo detto che gli strumenti finanziari si muovono grazie alla “battaglia” tra venditori e compratori, ma le loro posizioni non rimarranno aperte in eterno, arriverà il momento in cui il trader chiuderà l’operazione, capitalizzando o registrando una perdita, e contestualmente altri operatori entreranno a mercato in direzione opposta. Questo non si verifica quasi mai a caso, ma dopo un’analisi grafica, collocando gli ordini in determinate aree o livelli, dove chi opera ritiene che sia più conveniente entrare, osservando come in passato il prezzo abbia reagito sulle stesse aree.
Quando incontriamo un livello che impedisce al prezzo di salire ulteriormente, parliamo di resistenza, dove chi sta comprando ritiene che sia appropriato uscire, e dove altri hanno collocato il loro ordine di vendita.
Un livello che invece, impedisce al prezzo di continuare a scendere, viene chiamato supporto. Ovviamente i livelli chiave non sono inviolabili, altrimenti non staremmo osservando dei grafici ma bensì dei flipper. Le situazioni verificabili sono essenzialmente due: un rimbalzo e quindi il livello ha svolto bene la sua funzione di contenimento, o una violazione, che in gergo viene chiamata breakout, facendo perdere al dato livello la sua importanza.

Supporti resistenze
Supporti resistenze

Una persona che vuole affacciarsi al mercato Forex non può fare a meno di studiare le basi di analisi tecnica. L’individuazione di un trend, il riconoscimento dei segnali operativi e la capacità di determinare i livelli chiave nel grafico, sono le uniche armi che un “povero” trader privato ha a disposizione per non essere spazzato via dal mercato.
Il Forex è un vero e proprio lavoro, che come tutte le attività necessita di una corretta preparazione e di mesi (se non anni) di pratica, prima di cominciare a vedere qualche profitto.

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Blogger appassionato di finanza, trading investimenti. “L’economia mondiale è oggi un gigantesco casinò.” (cit.)